STRATEGIA DIGITALI PER IL NON PROFIT

La prima novità fondamentale sancita dal decreto legislativo recante il Codice del Terzo Settore (3 luglio 2017, n. 117) è il cambiamento di logica nei rapporti tra autorità pubblica e Terzo settore, tra mondo delle imprese e Terzo settore, tra cittadini e Terzo Settore.

E’ necessario adeguarsi e superare i vecchi schemi culturali propri di una mentalità assistenzialistica e passare da logiche di “no profit” (un fare senza profitto) a quelle di “not for profit” (un fare non unicamente per profitto).

Il cambiamento culturale rende evidente come l’attività svolta da tutti i soggetti che animano il mondo non profit non sia finalizzata unicamente alla massimizzazione del profitto, ma operando dentro il mercato con logiche imprenditoriali, abbia come prioritario obiettivo la creazione di valore per la comunità.

La riforma del Terzo settore riguarda più di 300.000 organizzazioni associative, cooperative e di volontariato e coinvolge più di 6 milioni di cittadini che prestano il loro tempo ed impegno in modo volontario.

Lo chiamano terzo settore ma in realtà è il primo

“Esiste un’Italia generosa e laboriosa che tutti i giorni opera silenziosamente per migliorare la qualità della vita delle persone.

E’ l’Italia del volontariato, della cooperazione sociale, dell’associazionismo no‐profit, delle fondazioni e delle imprese sociali.

Un settore che si colloca tra lo Stato e il mercato, tra la finanza e l’etica, tra l’impresa e la cooperazione, tra l’economia e l’ecologia, che dà forma e sostanza ai principi costituzionali della solidarietà e della sussidiarietà. E che alimenta quei beni relazionali che, soprattutto nei momenti di crisi, sostengono la coesione sociale e contrastano le tendenze verso la frammentazione e disgregazione del senso di appartenenza alla comunità nazionale.” (Dalle Linee Guida per la Riforma del Terzo settore).

Proprio in nome di questa nuova mentalità, un secondo aspetto rivoluzionario della Riforma è che ha reso la digitalizzazione dei nuovi ETS una scelta inevitabile. Dal Registro Unico nazionale per il Terzo settore, alla pubblicazione on line del Bilancio Sociale, dalle procedure richieste esclusivamente in modalità digitale, all’obbligo di rendicontazione on line, la trasparenza e la condivisione hanno assunto un’importanza determinante e hanno trovato nel digital lo strumento privilegiato.

Questa è una grande opportunità per il Terzo settore in quanto l’utilizzo e l’applicazione di strategie digitali consente, e con l’arrivo della Riforma oggi più che mai, la conquista di sostenibilità attraverso la diffusione e realizzazione della propria mission nel mondo.

Oggi il digitale riserva strumenti dedicati al mondo non profit che hanno l’obiettivo di accelerare i processi di conoscenza e di condivisione, veicolare credibilità e trasparenza altrimenti impossibili nella sola modalità off line. I volontari, i donatori, gli utenti di un’organizzazione non profit devono e vogliono poter sapere riguardo l’andamento dell’attività, la gestione delle buone cause, gli obiettivi raggiunti dall’organizzazione.  Attraverso e grazie agli strumenti digitali è possibile.

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2018-12-07T10:12:10+00:005 Dicembre 2018 |